Fondazione Accademia Via pulchritudinis ets
La Fondazione Accademia Via pulchritudinis ets intende dar ragione del suo nome proponendo l’esperienza/promozione della bellezza come via di autentica umanizzazione.
Il luogo: Cefalù; la collocazione insulare: la Sicilia; il mare: il Mediterraneo, indicano il contesto nel quale la Fondazione si propone di operare in chiave interreligiosa e interculturale secondo due particolari attenzioni convergenti:
1. La sfida di genere
2. La ricerca, produzione, conservazione, gestione, fruizione delle Arti cultuali e dei Beni Culturali Cultuali
1. Il bacino del Mediterraneo, segnato com’è da fedi diverse e da tradizioni culturali diverse, non condivide la stessa visione antropologica e dunque vive, talora drammaticamente, le discriminazioni di genere. Anche quando, come avviene per i paesi d’Europa, la legislazione è di fatto egalitaria, persistono sacche di resistenza, religiose e non, nel segno della discriminazione. Essa è ancora più palpabile nel paesi di cultura araba. Ciò malgrado uomini e donne ne sono stati protagonisti. Recuperare la memoria e proiettarsi verso progetti inclusivi è dunque una istanza prioritaria per promuovere l’incontro tra le culture e favorire un futuro di reciprocità piena e inclusiva. La Fondazione intende così rispondere ad un bisogno epocale di costruire relazioni tra popoli e culture vocate a nuove forme di convivenza.
2. La presenza di fedi e tradizioni e culture diverse ha prodotto nel Mediterraneo una incredibile ricchezza di opere destinate al culto: Sinagoghe, Chiese, Moschee, e tutto quanto le accompagna relativamente all’esercizio del culto stesso: forme, iconografia, manufatti diversi (vasi, tessuti, libri rituali…). Riacquisirne la storia, classificarne le forme, progettarne di nuove, promuoverne la conservazione e la fruizione, recuperando insieme la memoria rimossa della co-presenza di genere, può costituire un bagaglio originale e nuovo a quanti architetti o artisti vogliano lavorare, a diverso titolo, in questo ambito. Si aggiunga a corollario la coltivazione dei “semplici”, ossia di quelle erbe medicinali, antefatto della medicina moderna, spesso patrimonio delle donne, oggi rimesse in auge nella ricerca innovativa di un rapporto più equilibrato con la natura.
Sono queste le ragioni relative alla istituzione di una
“Scuola normale” Per la formazione scientifica e operativa diretta alla Ricerca Produzione Conservazione Gestione Fruizione delle Arti cultuali e dei Beni culturali nel Bacino del Mediterraneo
volta a far acquisire a un numero selezionatissimo di studiosi, professionisti, uomini e donne, questi specialissimi strumenti, nell’ambito di percorsi di formazione accademica e di ricerca di qualità, post lauream (scuola dottorale per studiosi-master specifici per professionisti).
Alla Scuola dovrebbero/potranno anche affiancarsi proposte quali Summer Schools su temi trans-culturali, trans-religiosi, attinenti comunque al medesimo scopo:
Costruire un mediterraneo pacifico e inclusivo nel rispetto e nella promozione delle differenze proprie alle culture degli uomini e delle donne che ne abitano le sponde.
Un progetto di pace e di cooperazione nel segno della bellezza quale eccedenza del buono e del vero e perciò connotativa di una esistenza che voglia essere autenticamente e pienamente umana.
